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Ville Foscolo, residenze moderne a Borgosatollo

20 ottobre 2017

Contraddistinte da linee pulite, con un carattere contemporaneo, le “ville Foscolo” sorgeranno a Borgosatollo in un’elegante area residenziale affacciata su un tranquillo parco pubblico a due passi dal centro storico di Borgosatollo.

Le due unità si compongono di due piani fuori terra più interrato. Il piano terra, con una superficie di circa 80mq, si compone di bussola d’ingresso, bagno di servizio, soggiorno, sala da pranzo e un’ampia cucina affacciati sul portico.
La zona notte, al primo piano, ospita due spaziose camere doppie, un bagno ed una camera matrimoniale con cabina armadio, bagno dedicato e un’ampia loggia.
Nell’interrato trovano spazio i locali tecnici, la lavanderia, uno spazio multifunzione e la doppia autorimessa con accesso indipendente.

Abbiamo fatto qualche domanda all’architetto Luca Glissenti, autore del progetto.

Come descriverebbe queste residenze?

Come un palcoscenico domestico sul quale ruoteranno le vicende delle famiglie che lo andranno ad abitare, uno spazio studiato per assecondare le dinamiche della vita familiare, fatta di routine, ma anche di cose inaspettate e quindi un ambiente fluido e reversibile che contempla il cambiamento, la ridistribuzione, ma allo stesso tempo caratterizzato da un elemento forte, durevole, che dovrà resistere ai cambiamenti, il camino.

Qual è la filosofia del progetto?

L’idea è quella di ragionare su alcuni temi che da sempre, e ad ogni latitudine, hanno contraddistinto l’idea di casa, reinterpretando questi aspetti con uno sguardo attento su quelle che oggi sono le nuove tendenze dell’abitare.
Penso che questa dualità “nuovo-antico”, innovazione e continuità, si manifesti nelle forme e nelle spazialità che abbiamo proposto.

Quali sono questi aspetti “nuovi e antichi” che caratterizzano il progetto?

Da sempre il tema principale è quello della definizione dello spazio domestico, un spazio sicuro che si isola dall’ambiente circostante, uno spazio entro il quale riconoscersi.
Il piano terra è un “recinto” di setti che definisce gli spazi da abitare e, aprendosi e chiudendosi, gestisce il rapporto interno-esterno.
Internamente una concezione “contemporanea” dello spazio viene gestita da un elemento “tradizionale”, infatti la spazialità del piano terra viene interamente governata dall’elemento domestico per eccellenza, il camino, un volume importante attorno al quale vengono distribuite in maniera organica le funzioni collettive della casa, il salotto, la sala da pranzo e la cucina, tre ambienti ben definiti, ma ibridati insieme in un magnifico open space di 80 mq dominato dal volume del fuoco.
Altro elemento di continuità e innovazione è la copertura; da un’architettura moderna ci si aspetterebbe l’utilizzo del tetto piano, ma per assonanza con il contesto nel quale ci siamo trovati a progettare ci è sembrato corretto lavorare sul tetto inclinato, a falda, privato di qualsiasi elemento superfluo e trasformato in un volume semplice e radicale.

Come avete affrontato il tema della villa bifamiliare?

Lo sforzo maggiore è stato quello di garantire alle due unità un alto grado di indipendenza e privacy, questo aspetto, che trovo fondamentale per queste tipologie abitative, ha dettato parecchie scelte progettuali, sul piano della distribuzione degli ambienti e dal punto di vista tecnico, cercando soluzioni che potessero minimizzare le trasmissioni acustiche tra le due unità.

Ci può parlare di come avete immaginato gli spazi esterni?

Grande o piccolo che sia, oggi il giardino non è più lo spazio della contemplazione o come succedeva qualche decennio fa lo spazio dell’ostentazione; in questo progetto abbiamo cercato di proporre l’idea di giardino inteso come “stanza a cielo aperto” un’estensione dello spazio domestico, da vivere più che da contemplare, e perché questo avvenga anche gli spazi vuoti sono stati progettati, piccoli accorgimenti che possono aprire per l’utente finale scenari diversi.

Qualcosa da aggiungere sul piano dell’efficienza energetica?

In tutte le fasi di progettazione il contenimento del fabbisogno energetico ha rappresentato, com’è giusto che sia, un aspetto fondamentale. Abitazioni come queste ormai celano all’interno delle proprie mura lo stesso apporto tecnologico che possiamo trovare in un edificio pubblico.
Penso che uno dei temi più interessanti oggi sia quello dell’integrazione degli apparati tecnologici nell’edificio e dei nuovi panorami estetici che questo tema apre.
50 cm di murature debitamente isolate, serramenti ad alte prestazioni, riscaldamento a pavimento, ventilazione meccanica controllata, pompa di calore e pannelli solari e fotovoltaici dovrebbero garantire un ottimo comfort ambientale e contenere in maniera ottimale il fabbisogno energetico.

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