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Il Quadrifoglio, edificio residenziale a Montirone

20 ottobre 2017

L’Architetto Francesco Pluda, nasce a Brescia nel 1989, frequenta l’Istituto Tecnico per Geometri e successivamente la Facoltà di Architettura di Parma diplomandosi e conseguendo la Laurea Magistrale nell’aprile del 2014 con il massimo dei voti e con una tesi in restauro, analisi e riuso dell’architettura storica.
Nel luglio 2014 consegue poi l’abilitazione professionale, e da settembre dello stesso anno è iscritto presso l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Brescia.
Da subito inizia l’attività di libero professionista collaborando principalmente con lo studio di famiglia, occupandosi di progettazione architettonica, ristrutturazioni, interventi di recupero, riqualificazioni, interior design e consulenza d’arredo, il tutto con il principale obiettivo di garantire alla clientela la piena riuscita del proprio progetto.

La principale finalità dello Studio di Architettura Pluda Arch. Francesco è perciò quella di aiutare il cliente ad immaginare gli spazi più adatti alle proprie esigenze attraverso una progettazione mirata e “su misura”, in modo che il risultato ottenuto, maturato dopo un attento studio degli aspetti di tipo architettonico, funzionale, edile, impiantistico, di immagine e di design, soddisfi completamente i desideri ed il gusto di quest’ultimo.

L’ ultimo progetto?

L’ultimo progetto sviluppato e ad oggi in fase di realizzazione mi è stato commissionato da una società immobiliare operante da anni sul territorio bresciano, ha per oggetto un edificio residenziale quadrifamiliare, chiamato Quadrifoglio, composto da quattro unità immobiliari (appartamenti) da realizzarsi in Montirone, su un area individuata all’interno di un quartiere residenziale di massima centralità, tranquillo, caratterizzato da tipologie edilizie raffinate e vicino a tutti i principali servizi che il paese propone.

Una breve descrizione?

Il progetto dell’edificio quadrifamiliare è concepito come un unico intervento, che si concretizza con la realizzazione di quattro unità che si sviluppano su tre livelli, di cui uno interrato, con le seguenti caratteristiche tecniche e morfologiche:
Il piano interrato è essenzialmente adibito al ricovero delle auto a mezzo di boxes privati doppi, con annesse le cantine degli appartamenti.
Il piano terra è costituito dal vano scala che permette di accedere al piano interrato e al piano primo dell’edificio e da due unità abitative (un appartamento quadrilocale ed un appartamento trilocale). Qui si trova anche l’accesso carraio al piano interrato che si attesta su Via Belleguardo. Le unità del piano terra sono dotate inoltre di un accesso pedonale individuale (su Via Dante), in quanto non collegate internamente al vano scala, e di una scala interna che consente il collegamento di queste con il piano interrato. Inoltre gli appartamenti del piano terra sono dotati di ampio porticato indipendente e di area verde esclusiva.
Il piano primo è costituito da due unità abitative accessibili dal vano scala (un appartamento quadrilocale ed un appartamento trilocale). Ambedue gli appartamenti del piano primo sono dotati di un ampia terrazza che si sviluppa frontalmente lungo tutto il reparto giorno (fronte ovest), e di balconi posizionati sul fronte opposto a quello della terrazza, che danno uno sfogo verso l’esterno al reparto notte.
La particolarità dell’intervento sta anche, e soprattutto, nella scelta di soluzioni tecnologiche d’avanguardia, finalizzate a garantire confort e funzionalità, uniti al rispetto per l’ambiente e al massimo contenimento dei consumi, il tutto volto al raggiungimento della classe energetica A dell’edificio (certificazione CENED).

Qual’è stato l’approccio alla progettazione di questo intervento?

L’approccio che si è voluto tenere durante tutto l’iter progettuale, nonché la principale linea guida seguita durante tutte le fasi della progettazione, è stato quello di voler realizzare un edificio in grado di offrire ai futuri residenti una dimora di prestigio, il più possibile indipendente, contraddistinta da superfici importanti, in grado di trasmettere a questi un forte senso di esclusività attraverso scelte mirate di carattere sia formale che funzionale, scelte legate al confort, alla tecnologia, ai materiali e soprattutto al risparmio energetico, scelte che sono indubbiamente in grado di migliorare la qualità della vita di coloro che andranno ad abitarlo.

Estetica o funzionalità?

In ogni progetto l’aspetto fondamentale è quello di riuscire a mettere in connessione la questione dell’estetica con quella della “funzionalità”, e questa è senz’altro un’argomentazione insidiosa. Il mio pensiero su questo argomento si può riassumere usando le parole di Otto Wagner, architetto e urbanista austriaco del secolo scorso, che affermò “Niente che non sia funzionale potrà mai essere bello.”
Ogni singolo spazio all’interno delle quattro unità è stato perciò studiato, pensato e delineato facendo particolare attenzione all’aspetto funzionale, affinché questi ambienti non siano solo spazi fini a se stessi, ma che siano completamente vivibili e sfruttabili; da cui sono poi nati i volumi che formano l’edificio e che sono stati successivamente caratterizzati dalle scelte dei materiali e delle finiture, scelte che hanno dato vita ad una nuova costruzione in cui la qualità architettonica è sottolineata da scelte stilistiche moderne ed eleganti, che vestono con gusto volumi armonici e proporzionati.

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